Igiene e parodontologia

LA PARODONTITE

Il parodonto è la struttura di sostegno dei denti ed è costituito da osso alveolare, legamento parodontale e gengiva.

La malattia parodontale parodontite (denominata in passato anche piorrea) è un’affezione batterica che colpisce queste strutture e rappresenta la principale causa di perdita dei denti.
In presenza di depositi di tartaro subgengivale, i batteri trovano un ambiente favorevole; la rimozione del tartaro rappresenta la terapia di base (terapia causale) per questa patologia.
Il tartaro si forma per mineralizzazione della PLACCA DENTARIA, che è quello strato che si forma sulle pareti dentarie dopo aver consumato i pasti; in sostanza la placca è un aggregato di residui alimentari, proteine salivari e batteri, di colore giallo-biancastro, e di consistenza molliccia e appiccicosa.

La GENGIVITE costituisce il primo stadio della malattia e colpisce solo la gengiva marginale, che appare gonfia, arrossata e sanguinante al tocco.

Con l’approfondirsi dei depositi di tartaro sotto gengiva, si instaura la PARODONTITEche, oltre al gonfiore e alla tumefazione della gengiva marginale, si presenta con la compromissione del legamento parodontale e dell’osso di sostegno.

In pratica consiste nell’aggravamento significativo del quadro clinico,si può evidenziare mediante sondaggio l’evidenza della perdita di più di 5 mm di osso di supporto; si formano le cosiddette “TASCHE” parodontali.
All’interno di queste tasche è massiva la presenza di batteri patogeni, che predispongono alla PARODONTITE GRAVE E COMPLICATA. Quest’ultimo stadio della malattia si manifesta con una massiccia distruzione delle strutture di sostegno e con la presenza di pus nelle tasche (da cui il nome ormai in disuso di PIORREA); questa condizione è caratterizzata dalla tipica alitosi sgradevole, nonchè dalla mobilità dei denti coinvolti.
a sinistra i tessuti sani non permettono l’approfondirsi della sonda
a destra c’è infiammazione superficiale caratterizzata dal gonfiore della gengiva (Gengivite) ma i tessuti, non coinvolti in profondità, offrono resistenza alla sonda i depositi di tartaro sottogengivale hanno causato l’accumulo di batteri lesivi per il parodonto: c’è infiammazione (gengiva gonfia) ma soprattutto PERDITA OSSEA. L’ulteriore approfondirsi dell’infezione senza curarla porterà alla perdita dell’elemento dentario.
La parodontite può esordire anche in età giovanile e se, non riconosciuta e curata, può arrivare alle fasi complicate anche in età non avanzata (30-40 anni); si evidenzia dapprima con un semplice sanguinamento gengivale, localizzato o diffuso, per poi progredire con la mobilità e lo spostamento dei denti che portano alla loro perdita spontanea.

Paziente che ha perso gli incisivi centrali inferiori per parodontite. Notare l’accumulo di tartaro sugli incisivi laterali che a causa dell’eccessiva mobilità, vanno estratti

L’abbondante tartaro ha provocato nel tempo la retrazione non solo della gengiva ma anche dell’osso di supporto, che si evidenzia come scopertura delle radici e spostamento in avanti dei denti

 COME SI CURA
SEDUTA DI IGIENE:   DETARTRASI E SCALING
La seduta di igiene professionale rappresenta il trattamento preventivo di base per le malattie gengivali e parodontali e deve essere eseguita con una determinata e personalizzata periodicità. Essa comprende la detratrasi, lo scaling, la lucidatura dentaria e la motivazione ad una corretta igiene orale.
La detartrasi consiste nella rimozione del tartaro sopragengivale mediante un apparecchio ad ultrasuoni e con strumentazione manualemediante uno strumento detto scaler: in tal caso si parla di “scaling”.
Le due tecniche vengono associate per permettere la rimozione dei depositi di tartaro sottogengivale, causa primaria dell’insorgenza della parodontite.
La lucidatura delle corone dentarie prevede, mediante una apposita pasta da profilassi, il ripristino, per quanto possibile, della tinta originaria dei denti. Per ottenere migliori risultati da questa operazione, si sconsiglia di fumare e/o assumere alimenti e bevande pigmentanti (caffè, the, vino rosso, verdure,…) per le 2-3 ore seguenti al trattamento.

Come dimostrato nelle fotografie qui sopra, la rimozione del tartaro sopra e sotto gengivale comporta la riduzione del gonfiore e del sanguinamento gengivale.

In alcuni casi, in particolare a causa di un eccesso di depositi di tartaro sopra e sottogengivale, detartrasi e scaling possono venire eseguiti in due volte successive.
CARTELLA PARODONTALE – VISITA DI RIVALUTAZIONE PARODONTALE
La visita di rivalutazione parodontale viene eseguita 20-30 giorni dopo la/le sedute di igiene (detartrasi e scaling) per rilevare le condizioni del parodonto.
Con una sonda millimetrata si misurano alcuni parametri, quali la quantità di attacco gengivale perduto, la profondità di sondaggio, la recessione delle gengive, la presenza di placca, il sanguinamento ed altri parametri.
Le misurazioni vengono registrate in un software che rielabora i dati e  fornisce visivamente la situazione parodontale.
Inoltre, durante questa procedura, vengono rilevati ulteriori parametri utili come la presenza di placca e di sanguinamento e l’ampiezza di eventuali recessioni gengivali.
A completamento della diagnosi vengono anche rilevate radiografie endorali mirate.
L’ analisi e la valutazione dei dati così ottenuti ci indirizza correttamente nella decisione della terapia da effettuare, o in caso di salute, il programma preventivo di follow-up da attuare.
Un’altro importante aspetto della raccolta elettronica dei dati è la possibilità di confrontare facilmente i dati nel corso del tempo, per valutare ad esempio l’efficacia della terapia adottata, o l’eventuale insorgenza di lesioni che ad un precedente controllo erano assenti (e quindi trattarle prima che peggiorino).

ROOT PLANING – Terapia Parodontale Non chirurgica (TPNC)

Valutati i dati dall’analisi della Cartella Parodontale, nel caso in cui si evidenzi la presenza di tasche sanguinanti, la terapia consiste nel rimuovere, in anestesia, il tartaro sottogengivale al di sotto dei 5mm di sondaggio (e contestualmente i tessuti molli infiammati adiacenti), che rappresenta la causa della malattia parodontale.

In alcuni casi è necessario scollare la gengiva per poter meglio evidenziare i depositi di tartaro da rimuovere (“Root planing chirurgico” o “Root planing a cielo aperto”).

Il “root planing” o “levigatura radicolare”

CHIRURGIA PARODONTALE
ROOT PLANING “A CIELO APERTO” (MEDIANTE LEMBO CHIRURGICO)
In caso di evidenza clinica e radiologica di tasche profonde particolarmente conformate, ove solo il root planing sia sufficiente a risolvere l’infiammazione, ma non a prevenire recidive infiammatorie, si ricorre alla chirurgia .
La chirurgia parodontale consiste nell’incidere e scollare le gengive relative a tali zone per levigare a vista le radici dentarie cui è adeso il tartaro, causa della parodontite.
Al termine dell’intervento viene applicata la sutura, che verrà rimossa dopo 7-15 giorni.
CHIRURGIA RIGENERATIVA – GTR (Guided Tissue Regeneration)
In alcuni casi, in presenza di morfologie specifiche dell’osso danneggiato dalla patologia, si può compensare la perdita dell’osso mediante l’innesto di materiale biocompatibile e osteoconduttivo, il quale, entro 4-5 mesi è in grado di stimolare l’osso adiacente a crescere e chiudere il difetto, assicurando maggior sostegno al dente/ai denti coinvolti dalla malattia parodontale (Chirurgia rigenerativa GTR – Guided Tissue Regeneration).
I materiali utilizzati sono tutti perfettamente biocompatibili e certificati in merito a sicurezza.
Si ricorre in genere a questa procedura in presenza di una situazione mediamente grave, quando per esempio sia anche associata un’eccessiva mobilità dentaria. In questo caso prima dell’intervento, è necessario splintare i denti, cioè fissarli a denti adiacenti mediante ausili protesici o mediante fibre in composito.
CASI CLINICI: CHIRURGIA RIGENERATIVA

CASO 1

Il molare e i premolari hanno tasche che sono state deterse meccanicamente; quindi i deficit ossei sono stati riempiti con biomateriale per ottenere una guarigione clinica, evidenziabile nei mesi successivi come riduzione di profondità di sondaggio e di sanguinamento profondo, nonchè radiologicamente mediante incremento della radioopacità.

CASO 2
Analogo caso su un incisivo centrale

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